UNA "BRETELLA" RIAPRE LA "172"

Notizie dalla Puglia -

Una bretella provvisoria per consentire al traffico tra Martina e Locorotondo di evitare, senza percorsi alternativi lunghi e tortuosi, i 200 metri della statale 172 sottoposti a sequestro quattro mesi fa.
Il procuratore capo Carlo Capristo e il sostituto Lanfranco Marazia danno il via libera ad una delle due ipotesi progettuali elaborate dalla Regione Puglia, inviando una articolata lettera al presidente Michele Emiliano e all’ingegner Barbara Valenzano, dirigente regionale e custode delegato dello scarico del depuratore di Martina Franca sottoposto a sequestro dalla magistratura tarantina perché sversava liquami e acque non depurate nei terreni della valle d’Itria prospicienti la statale 172, fino a determinarne il cedimento parziale e il pericolo di crollo.
Ai magistrati la Regione aveva presentato una proposta tecnico-progettuale di adeguamento del recapito finale dei reflui, sollecitando l’autorizzazione all’avvio dei relativi valori.
Capristo e Marazia ricordano che lo scarico del depuratore sottoposto a sequestro era stato dato in custodia al presidente della Regione, che a sua volta aveva delegato l’ing. Valenzano, con la prescrizione che entro sessanta giorni doveva essere individuata una soluzione tecnica alternativa all’attualo scarico, oggi privo di autorizzazione. Fatta questa premessa, i due magistrati «prendono atto favorevolmente degli impegni assunti dalla Regione, nell’auspicata e condivisa finalità di addivenire ad una soluzione definitiva delle molteplici criticità poste alla base del sequestro». Viene ricordato che, pur «esulando dalle prerogative dell’autorità giudiziaria ogni valutazione in ordine alla congruità e alla idoneità delle soluzioni tecniche proposte, le ipotesi formulate dalla Regione paiono rispondenti, salvo ulteriori approfondimenti in sede di progettazione esecutiva e di redazione di un più dettagliato crono-programma dei lavori, alla finalità di dismettere totalmente il recapito finale oggi esistente e di sostituirlo con uno nuovo costituito da trincee drenanti in combinato disposto con il riutilizzo a fini civili delle acque depurate».
D’altronde per la Procura di Taranto «qualsivoglia intervento di messa in sicurezza del corpo stradale attualmente sotto sequestro, ivi inclusa la sua proposta di demolizione e ricostruzione avanzata dalla Regione, non può essere efficacemente attuato se non all’esito della completa realizzazione e della definitiva entrata in esercizio, previo collaudo tecnico di permeabilità, del nuovo recapito, in un’area che da un lato non presenti gli attuali profili di interferenza con la struttura viaria in sequestro e dall’altro sia strutturalmente idonea a recepire il flusso delle acque provenienti dal depuratore».
Proprio in base a queste considerazione, Capristo e Marazia ritengono quella della bretella provvisoria per la deviazione del traffico veicolare da realizzare su aree dove non si crea il costante accumulo di acque melmose profonde diversi metri, «l’unica opzione concretamente percorribile».
Estate salva in valle d’Itria? Difficile dirlo ora ma almeno una soluzione è stata indicata per far fronte ad una emergenza che si trascina da 4 mesi.

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