TANGENTI A GIOIA, LIBERI IN DUE

Notizie dalla Puglia -

"Mai saputo nulla di un bando truccato o di richieste di denaro". Si è difesa così Rosa Fedora Celiberti, funzionaria del Comune di Gioia del Colle, rimessa oggi in libertà dal gip di Bari dopo l’interrogatorio di garanzia.

La donna era agli arresti domiciliari da giovedì scorso insieme con altri otto indagati (tre dei quali in carcere, il sindaco Sergio Povia, l’ex vicesindaco Francesco Paolo Ventaglini e l’imprenditore presunto corruttore Antonio Posa) nell’ambito dell’indagine della procura di Bari su una presunta tangente da 100mila euro che l’imprenditore avrebbe promesso per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari.

Nei confronti della funzionaria, che aveva il ruolo di segretaria della commissione che avrebbe aggiudicato il progetto di housing sociale, il gip Gianluca Anglana ha disposto l'immediata revoca della misura cautelare all’esito dell’interrogatorio di garanzia, accogliendo la richiesta del difensore, l’avvocato Maurizio Tolentino, e con parere favorevole del pm Eugenia Pontassuglia.

Anche i dirigenti dell’ufficio tecnico Nicola Bartolomeo Laruccia e Rocco Plantamura, interrogati oggi dal gip, hanno negato qualsiasi richiesta o promessa di denaro, dichiarando di non aver ricevuto alcuna indicazione o pressione per la predisposizione del bando.

Per Plantamura, che ha fatto istanza di revoca della misura cautelare, la Procura si è riservata di esprimere il parare al termine di tutti gli interrogatori. Sono infatti ancora in corso in queste ore gli interrogatori degli altri due indagati finiti ai domiciliari, i commercialisti Vito Antonio Martielli e Nicola Bruno, esterni all’amministrazione comunale, che secondo l'accusa avrebbero aiutato l’imprenditore a predisporre il bando.

La Procura dovrà inoltre esprimere parere sull'istanza di scarcerazione del sindaco Povia, interrogato in carcere sabato scorso.

E' stato rimesso in libertà anche il commercialista Nicola Bruno, arrestato giovedì scorso nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari su una presunta tangente da 100mila euro promessa da un imprenditore di Gioia del Colle per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari.
Lo ha deciso il gip del Tribunale di Bari Gianluca Anglana al termine dell’interrogatorio di garanzi

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