MONOPOLI CALCIO, INTERVISTA A BEPPE GENCHI: “CI SALVEREMO”

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di Filippo Rattile

Non è stata fin qui una stagione foriera di soddisfazioni per Beppe Genchi. Un giocatore abituato a segnare goal a grappoli, frenato da diversi infortuni, si ritrova a rincorrere il traguardo salvezza con prestazioni tutta sostanza e con la consapevolezza di aver cambiato registro anche dopo il recente cambio d’allenatore. Dopo il suo ritorno alla rete nel finale thrilling nel derby con l’Andria e, soprattutto dopo un periodo in cui è stato costretto a restare a bordo campo a causa di noie fisiche. Quelli messi a segno in questa stagione sono però gol pesanti, un po’ tutti importanti. Lo abbiamo sentito in un’intervista che ha messo a nudo la vera figura di un giocatore generosissimo, che (probabilmente) la piazza di Monopoli non conosce ancora del tutto.

 

Nella gara di andata mettesti a segno la tua prima rete in biancoverde, un gol pesante e piuttosto decisivo in termini di risultato. Domenica scorsa un’altra rete importantissima nel convulso derby con l’Andria. Evidentemente hai fiutato la vicinanza con la gara di Messina, trasferta che è crocevia importante per il discorso salvezza, e ti sei ri-sbloccato dopo il periodo in cui sei stato infortunato. Insomma, intendi continuare a buttarla in rete.

E’ una speranza. Dopo aver passato un periodo abbastanza negativo a livello di infortuni che non mi hanno permesso di essere nella condizione ottimale. E’ chiaro che sono tornato al gol, ma non solo per una in coincidenza con la gara che precedeva il Messina, con cui ho fatto il primo gol in biancoverde all’andata. Piuttosto, per il semplice motivo che è il momento della stagione dove noi ci rimbocchiamo le maniche dopo un periodo abbastanza negativo. Sappiamo che anche per il Messina è importante perché ha un nuovo presidente, ed è un ambiente piuttosto caldo in termini di tifo. Io intendo rifarmi per tutti i mesi d’inattività che ho perso, farlo col Messina o con qualunque altra squadra non cambia nella sostanza. Speriamo che posso tornare a cavalcare quell’onda che potevo cavalcare già 4-5 mesi fa.

 

Beppe, facciamo un passo in dietro. Torniamo al rigore nel derby con l’Andria. In quella frazione di secondo, nella ripetizione del penalty ribattuto un’ennesima volta dal portiere Pop, cosa ti è passato per la mente?

In quell’attimo la non ho avuto nemmeno il tempo di pensare. E’ ritornata la palla verso me e nella mia testa mi sono detto: “speriamo che la becco bene, perché se non la becco bene finisco che la butto oltre la traversa, strappare il contratto e ricominciare dall’anno prossimo” – ammicca sorridendo -. E’ chiaro che, dopo tanti giorni che non giochi battere un calcio di rigore al 94esimo penso che non sia abbastanza facile. Io, le mie responsabilità me le sono sempre prese e al paura di battere quel rigore non c’è mai stata. Avevo la consapevolezza che dovevo batterlo perché sapevo di avere una mia tra virgolette rivincita con me stesso. C’era tanta pressione intorno; è chiaro che hai uno stadio intero che ti guarda su un rigore del pareggio al 94esimo. E’ andata bene, per cui questo è segno che la fortuna sta girando finalmente dalla nostra parte.

Un nuovo mister da circa due settimane. Noti già qualcosa di cambiato, come un’aria nuova, o è troppo presto?

Ma, sicuramente l’aria è cambiata. Con il nuovo allenatore, senza nulla togliere a mister Zanin. Però, mister Bucaro sembra darci una maggiore tranquillità. Penso che sia anche più propositivo rispetto al precedente. Sono dell’avviso che, se giochi le partite più in maniera offensiva intanto stai di meno dalle parti della tua porta e per cui teoricamente male che va non subisci il gol, ed invece tenti di farlo tu nella porta avversaria. Ogni giocatore è importante e va sempre sostenuto, senza mai affossarlo in caso del minimo errore. Capire che l’errore può sempre capitare, ma su ogni piccolo passo falso andare a capire il motivo per evitarlo in futuro, potendo così crescere di partita in partita. Il mister ci vuole far giocare al calcio con la convinzione di un’idea di gioco, ed è la cosa più bella per ogni calciatore secondo me. Allo stesso tempo sai come tirarti fuori dalle esitazioni in ogni momento di difficoltà. I risultati vengono fuori anche da come lo imposti il gioco. La filosofia di gioco di prima era forse più difensivista. Certo, ogni risultato positivo sarà la spinta per fare ancora meglio; ogni risultato positivo che poi andremo a fare sarà quella spinta per avere uno stimolo in più per continuare a far bene, avendo anche una mente più libera e propositiva.

Senza ricorrere alla tabelle di marcia per l’obiettivo salvezza, qual è l’ingrediente principale affinché si possa centrare l’obiettivo stagionale.

Partiamo dal fatto che abbiamo 6 partite in casa e 5 fuori. Senza andare a ribadire che noi rendiamo di più quando giochiamo in trasferta. Ma, vorrei soffermarmi sul fatto che con la carica accumulata nel derby acciuffato nel finale abbiamo visto come il pubblico sia tornato a lottare insieme a noi. Per cui penso che anche attraverso le prossime gare che giocheremo al Veneziani potremo raggiungere il nostro obiettivo. Ci serve l’aiuto del pubblico di casa. Basterebbero quelle 3-4 vittorie in casa e provare sempre e comunque a giocarcela fuori casa per regalarci questa salvezza meritatissima. Quella convinzione in più nei nostri mezzi sta via-via emergendo anche grazie al lavoro del nuovo mister. Se stiamo con la testa giusta e ognuno di noi riesce a dare quel 10-15% in più rispetto a quello che abbiamo dato finora penso che la salvezza sia alla nostra portata. La consapevolezza che siamo un grande gruppo deve partire dalla nostra convinzione, dalla nostra testa. (Foto: G. Latorre/Monopolicalcio)

 

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