MALATI NON AUTOSUFFICIENTI, TEMPI PIU' BREVI PER GLI ASSEGNI

Notizie dalla Puglia -

"Tempi più brevi per l’erogazione dei contributi, una piattaforma informatica che rende immediato l'accesso gli aiuti economici, e una rete più capillare dell’assistenza domiciliare": sono le novità che riguardano gli assegni di cura per i pazienti pugliesi affetti da patologie che li rendono non autosufficienti. A presentarle, questa mattina a Bari, è stato l’assessore regionale alla Sanità, Elena Gentile, secondo la quale è stata "ristretta e migliorata la platea dei possibili beneficiari, dettagliando le patologie che possono essere a sostegno dell’istanza, per evitare, come negli anni passati, che un numero straordinariamente grande di domande possa ingolfare gli uffici, le unità di valutazione multidisciplinare".
 Alle persone con Sla (sclerosi laterale amiotrofica), Sma (atrofia muscolare spinale) e altre patologie rare, saranno erogati da un minimo di 500 euro mensili, sulla base di diagnosi certa, a 1000 euro per carichi assistenziali intermedi, fino a un massimo di 1.100 euro al mese, nella fase di maggiore aggravamento della malattia e del carico assistenziale. In totale, la Regione Puglia ha stanziato per il 2014 ulteriori 6 milioni di euro. E si stima che, oltre ad assicurare la continuità agli assegni di cura per i 300 pazienti già presi in carico, nel corso del 2014 si potrà arrivare a circa 500 pazienti complessivi, considerando l’estensione alle altre patologie affini.

Per quanto riguarda gli assegni di cura per gravissimi non autosufficienti l’importo è unico, pari a 600 euro mensili: in totale per il biennio 2014-15 sono stanziati 36,8 milioni di euro, "tra gli importi più elevati di quelli assicurati dalle diverse regioni italiane". La stima dei possibili beneficiari è di circa 2.550 pazienti non autosufficienti gravissimi, cui sarà assicurato il beneficio per almeno un biennio. Il bando è già disponibile sul sito: sistema.puglia.it/portal/page/portal/SolidarietaSociale.

Perchè "il tempo – ha rilevato Gentile – non è una variabile: chi affronta il calvario doloroso di una patologia come la sclerosi laterale amiotrofica, o chi è affetto da patologie congenite, genetiche, come la malattia di Duchenne, deve essere immediatamente preso in carico dal sistema". "Le famiglie – ha concluso – potranno contrattualizzare quelle figure professionali che sono di ausilio alla cura domiciliare dei pazienti" contribuendo "anche a una nuova lettura delle politiche attive del lavoro in questo settore".

 

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