LA PUGLIA CAMBIA NOME, LA BASILICATA SCOMPARE?

Notizie dalla Puglia -

La provincia di Potenza accorpata alla Calabria nella nuova regione di "Ponente", quella di Matera unita alla Puglia per formare la regione di "Levante": ecco la fine prevista per la Basilicata – con denominazioni non proprio "attraenti" – dal sen. Raffaele Ranucci (Pd), il quale nei giorni scorsi ha presentato un ordine del giorno che è stato accolto dal Governo.

Il quotidiano "Il Mattino" ha pubblicato in prima pagina la nuova cartina dell’Italia, che prevede appunto la cancellazione della Basilicata e di altre regioni. E’ una prospettiva non nuova (se ne parla dagli anni '90) ma è diventata, con l’ordine del giorno di Ranucci, un’ipotesi subito contrastata all’interno dello stesso Pd, ad esempio – evidenzia "Il Mattino" – da Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, secondo quale è comunque necessario "un piano molto più ampio perchè non si tratta solo di ridisegnare i confini delle Regioni ma anche competenze, funzioni, servizi, risorse economiche e umane".

Nell’ordine del giorno accolto dal Governo – ha scritto Marco Esposito (un approfondimento è stata affidato a Isaia Sales) – è spiegato che "sono venute crescendo, soprattutto a livello delle istituzioni regionali, forme di dispersione della pubblica amministrazione con sprechi di denaro pubblico e con forme di inquinamento non controllabili con gli attuali strumenti e sottratte alla stessa autorità regolativa dello Stato centrale". Oltretutto, "le Regioni troppo piccole hanno costi maggiori" e "non ha senso avere leggi diverse in territori limitati come il Molise o la Basilicata; non è saggio – ha aggiunto Esposito - avere troppi centri decisionali di spesa e di programmazione". Ed ecco la loro revisione, con tanto di nuova cartina dell’Italia, che Ranucci ha allegato a una proposta di legge costituzionale presentata insieme all’on. Roberto Morassut (Pd). Per i lucani – "la cui regione è in effetti ridotta dal punto di vista demografico" – la scelta potrebbe essere quella, secondo Esposito, di "rilanciare e proporsi come territorio-cerniera fondendosi con le confinanti Puglia, Campania e Calabria. Le quattro regioni meridionali destinatarie dei fondi europei se si unissero diverrebbero la prima regione italiana con 13,5 milioni di abitanti. E forse – conclude l’articolo – cambierebbe non solo la geografia ma la storia d’Italia".

 

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