LA PROCURA CHIEDE DI CONDANNARE FITTO A 4 ANNI E 10 MESI

Notizie dalla Puglia -

Un presunto episodio di peculato relativo all’utilizzo del cosiddetto "fondo del presidente" potrebbe costare all’ex ministro Raffaele Fitto una condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione. E’ quanto chiedeva la Procura di Bari nel processo 'La Fiorità – ma da quell'episodio l’ex ministro fu poi assolto – ed è quanto   torna a chiedere il sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Bari, Donato Ceglie, durante il secondo grado di giudizio.
Il pg, infatti, pur avendo chiesto alcuni mesi fa il non luogo a procedere per prescrizione di tutti i reati, ha oggi precisato che la sua requisitoria non costituisce rinuncia ai motivi di appello. Per dirlo in altri termini, la Procura Generale ha proposto alla Corte due alternative: che Fitto venga condannato, così come chiesto dal pm di primo grado nell’impugnazione della sentenza di assoluzione; o che quel reato venga derubricato da peculato in abuso d’ufficio, cadendo quindi in prescrizione, così come chiesto da lui nella requisitoria di marzo.

Per il difensore, l’avvocato Francesco Paolo Sisto, "il procuratore generale ha voluto compiere un atto di cortesia nei confronti del pm di primo grado al di là del proprio pensiero". 
I fatti contestati in questo processo si riferiscono agli anni 1999-2005, quando Fitto era presidente della Regione Puglia.  La sentenza sarà emessa il prossimo 29 settembre.

 

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