28ENNE VIOLENTA 14ENNE. UNA VICENDA ASSURDA E SQUALLIDA

Notizie dalla Puglia -

In data odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, Nucleo Investigativo, ed i Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno tratto in arresto D.G., classe 1987, di Altamura, in esecuzione della misura della custodia cautelare in carcere richiesta dal P.M. dott.ssa Simona Filoni ed emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari Dott. Roberto Oliveri Del Castillo, per il delitto di cui all’art. 609 bis, 1 e 2 comma n.1 c.p., art. 609 ter, 1° comma, n. 4) c.p., commesso in Altamura in data 6 gennaio 2016 ai danni di una minore, di quattordici anni di età.
L’uomo, in particolare, dopo avere condotto la minore all’interno della sua abitazione con la scusa di effettuare le pulizie della stessa, ne abusava sessualmente, approfittando della totale fiducia riposta dalla ragazza in lui e della amicizia che legava la madre della stessa alla convivente dell’arrestato.
La vicenda risulta particolarmente inquietante sia per la qualità delle persone coinvolte, avvinte da vincolo di amicizia, sia per le circostanze in cui l’arrestato maturava l’insano
proposito; l’uomo, infatti, è il padre di una bambina, D.G., di mesi tre, all’epoca ricoverata presso il Reparto di Pediatria dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari, poi deceduta in data 13 febbraio 2016 presso il medesimo Presidio. Le indagini sul decesso della piccola sono ancora in corso.
La violenza sessuale veniva ordita dall’indagato D.G. proprio nel periodo in cui la piccola lattante si trovava ricoverata in Ospedale, vegliata dalla madre, a sua volta
confortata dall’amica, madre della minore vittima dell’abuso sessuale di cui trattasi. L’uomo, infatti, ha consumato la scellerata violenza ai danni della minorenne, abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica ed approfittando di un momento di vulnerabilità della ragazzina, la quale si trovava distesa sul letto della camera matrimoniale della abitazione, in un momento di relax dopo l’effettuazione delle pulizie, intenta ad utilizzare il telefono cellulare e ad attendere che l’uomo ultimasse le faccende.
La violenza impiegata da D.G. per consumare gli atti sessuali ai danni della minore, si è estrinsecata non solo attraverso la forza e la predominanza dell’uomo rispetto al fisico esile della ragazzina, ma anche in virtù della repentinità e della insidiosità della azione delittuosa con cui l’uomo coglieva la vittima, la quale non solo non aveva avuto la
percezione del pericolo imminente stante la positiva considerazione riposta nella persona dello indagato, ma si era, altresì, trovata nella impossibilità di chiedere aiuto a terzi a causa della particolarità del contesto ambientale, a lei completamente estraneo e sconosciuto, in cui l’abuso si è consumato. Le condotte delittuose si consumavano all’interno della abitazione in uso all’arrestato ed alla di lui convivente, non utilizzata da tempo in ragione dei molteplici ricoveri che avevano interessato la piccola lattante figlia dell’arrestato (e che richiedevano da tempo la presenza dei genitori in ospedale), che presentava porte e finestre chiuse, circostanze che impedivano al soggetto passivo di opporre tutta la resistenza voluta, vanificando qualunque richiesta minorenne o possibilità di fuga. 

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